Al giorno d'oggi nella nostra società i
bambini entrano in
contatto con il materiale narrativo e
con i libri in età sempre più precoce.
I piccoli si trovano immersi fin dai primi giorni di vita in un mondo di narrazioni che comprendono fiabe e favole ma anche fumetti, film, cartoni animati e tutte le rielaborazioni di fatti quotidiani e di eventi autobiografici che gli adulti ripropongono loro sotto forma di racconto.
I piccoli si trovano immersi fin dai primi giorni di vita in un mondo di narrazioni che comprendono fiabe e favole ma anche fumetti, film, cartoni animati e tutte le rielaborazioni di fatti quotidiani e di eventi autobiografici che gli adulti ripropongono loro sotto forma di racconto.
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Libro di favole |
Quando parliamo di storie da leggere ai bambini dobbiamo sempre ricordare che ci riferiamo ad una precisa tipologia di testo narrativo.
Caratteristiche generali dei testi narrativi
Argomento
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Il protagonista (a volte ci sono più protagonisti) è umano o umanizzato; può essere un personaggio reale o di finzione oppure un animale "umanizzato" ma ciò che è essenziale è che deve essere dotato di quella
capacità di azione e reazione intenzionale che rappresenta il motore
fondamentale della storia.
Linguaggio
Il linguaggio non è tecnico o specialistico, ma è vicino a quello quotidiano.
Le storie sono quindi facilmente accessibili, comprensibili e più semplici da ricordare rispetto ad altri tipi di testo; infatti esse non necessitano di una specifica istruzione.
Le formule di apertura
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Esempio di formula di apertura di una storia |
Spesso la storia inizia con una speciale formula d’apertura ("C’era una
volta…", "Tanto tempo fa in un paese lontano...").
Questo serve a far capire al lettore che gli eventi raccontati sono
atemporali, cioè non possono essere collocati in uno spazio e in un tempo ben definiti.
Il lettore viene implicitamente invitato a non chiedersi se i fatti
raccontati siano reali o immaginari.
Riguardo questo argomento è importante riportare le parole di Bruner, secondo il quale la narrazione “può
essere reale o immaginaria, senza che la sua forza come racconto
abbia a soffrirne”.
La narrazione non è quindi guidata dal criterio della verità ma da quello della “verosomiglianza”: è come se il lettore attuasse una specie di “sospensione
dell’incredulità”. Tuttavia è essenziale che ci sia sempre un certo grado di plausibilità, di senso e di coerenza in qualsiasi racconto.
Struttura del testo
La struttura testuale dei racconti è caratterizzata da una
forte organizzazione temporale e da una forte direzionalità. Ciò significa che in essi troviamo un intreccio che ha un inizio, uno sviluppo e una fine.
C’è un
“prima” e un “dopo” e ogni eventi è legato a quello che lo precede, come in una catena o in un filo.
Molti
studi
hanno cercato di individuare le regole di sviluppo di una storia e di identificare un’organizzazione particolare comune a tutte le storie. Secondo
gli
psicologi esiste
infatti
nella nostra mente una struttura mentale denominata “schema delle
storie” che
si costruisce spontaneamente come conseguenza della ripetuta esposizioni alle storie.
Nelle
storie si possono distinguere diverse parti che svolgono funzioni diverse e specifiche e che vengono chiamate categorie. Quelle fondamentali di ogni storia sono
l’ambiente (setting) e l’episodio.
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Esempio di ambiente di una storia |
La categoria dell’ambiente si trova all’inizio del testo e ha la funzione di introdurre il
protagonista e il contesto fisico, sociale e spazio-temporale in cui
l’episodio si colloca.
La categorie dell’episodio
consiste invece negli avvenimenti che riguardano il protagonista,
rappresenta l’aspetto dinamico della storia, e si articola a sua
volta in una sequenza di cinque categorie:
-
Evento iniziale: descrive dei fatti o delle azioni che provocano un cambiamento della situazione iniziale e danno il via allo svolgimento successivo del racconto;
-
Risposta interna: riguarda gli stati psicologici, cognitivi e emotivi che si innescano nel protagonista e gli obiettivi che egli si pone come conseguenza dell'evento iniziale;
-
Tentativi: tutte le peripezie che il personaggio intraprende per raggiungere l'obiettivo;
-
Conseguenze: sono i risultati di tutti vari tentativi, riusciti o meno, del personaggio;
- Reazione: chiude la storia con la risposta
affettivo-cognitiva del protagonista rispetto all’esito.
Questa è una struttura ideale e non tutte le
narrazioni la seguono perfettamente.
Alcune categorie possono essere
intrecciate, invertite, omesse, presentate in un ordine diverso (come nei flashback), o ripetute più volte (come nelle storie complesse, costituite da più episodi).
In ogni caso le storie che vengono comprese e ricordate con meno fatica sono quelle che rispettano l'ordine naturale degli eventi e che includono almeno le tre categorie dell’evento
iniziale, del tentativo e della conseguenza: da queste infatti è possibile inferite le categorie che mancano.
Per concludere è importante riportare le parole usate da M. Chiara Levorato nel suo libro "Racconti, storie e narrazioni. I processi di comprensione dei testi":
“Le proprietà minime richieste perché si possa dire che
un certo testo è una storia sono che un personaggio principale, che
si trova di fronte ad una situazione nuova, inattesa, problematica o
non desiderata, metta in atto delle azioni per fronteggiarla e
pervenga a uno stato di cose che può essere considerato una
risoluzione del problema iniziale”.
Perchè queste storie sono così importanti per i bambini piccoli?
Ai bambini piccoli piace moltissimi farsi leggere dagli adulti questi testi narrativi e mentre ascoltano le storie acquisiscono competenze importantissime.
I piccoli imparano non solo a identificarsi nei protagonisti dei racconti ma sviluppano anche l'empatia e riescono a comprendere i sentimenti provati dai personaggi.
Grazie ai racconti i bambini imparano a loro volta a narrare sviluppando il pensiero narrativo e esprimendosi attraverso le storie. Inoltre la narrazione li aiuta ad esplorare la loro interiorità e a riconoscere le proprie emozioni.
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Storie e sviluppo del pensiero narrativo |
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